IL NOSTRO APPROCCIO
Corpo, espressione, gruppo e creatività

Ogni percorso parte dall’esperienza reale della persona o del gruppo: ciò che si sente nel corpo, ciò che prende forma nelle emozioni, nelle parole e nelle relazioni.
Counseling, ascolto corporeo, parola, gruppo e forme espressive possono incontrarsi in modi diversi, a seconda della persona e del contesto, mantenendo un filo comune: sostenere l’ascolto di sé, dare forma a ciò che si vive e accedere alle proprie risorse.
Un approccio integrato
Il counseling offre la cornice professionale; corpo, espressione, gruppo e creatività sono modi diversi di incontrare e dare forma all’esperienza.
Corpo
Respiro, postura, voce e movimento aiutano ad ascoltare ciò che accade e a riconoscere tensioni, sensazioni ed emozioni.
Parola ed espressione
La parola aiuta a riconoscere e dare forma all’esperienza; nel gruppo si intreccia con gesto, movimento, voce e altre forme espressive.
Gruppo
L’ascolto condiviso, le risonanze e le differenze possono aprire possibilità che da soli non sempre riusciamo a vedere.
Creatività
Il gioco, l’immaginazione e il “come se” teatrale permettono di esplorare l’esperienza con libertà e gradualità.
Ascoltare il corpo, essere il corpo
Le emozioni nascono nel corpo e si manifestano attraverso variazioni del respiro, della postura, della voce, del tono muscolare e del movimento. Prestare attenzione a questi segnali permette di riconoscere con maggiore precisione ciò che si sta vivendo e di sviluppare una maggiore consapevolezza corporea.
Pratica bioenergetica
La pratica bioenergetica utilizza esercizi di respiro, radicamento, postura, movimento e voce per favorire l’ascolto corporeo e il riconoscimento di tensioni, sensazioni ed emozioni. L’attenzione resta sull’esperienza personale, nel rispetto dei tempi e dei limiti di ciascuno.

Il gruppo come spazio di esperienza

Nel gruppo l’esperienza individuale entra in relazione con quella degli altri. Parole, silenzi, gesti, movimenti e risonanze possono offrire nuovi punti di vista e rendere più riconoscibile ciò che ciascuno sta vivendo.
La partecipazione resta libera e graduale: ciascuno porta ciò che vuole e può condividere, nel rispetto dei propri tempi, dei propri limiti e di quelli degli altri.
Risonanza e condivisione
Ciò che emerge da una persona può risuonare nell’esperienza di un’altra. Questa dinamica permette di riconoscere somiglianze e differenze senza perdere la propria individualità.
Mediazione teatrale e"come se"
La mediazione teatrale utilizza corpo, voce, gesto, movimento e immaginazione per esplorare l’esperienza all’interno di una cornice simbolica.
Il “come se” permette di sperimentare posture, emozioni, relazioni e possibilità diverse senza doverle vivere immediatamente come realtà. Il gioco crea una distanza che può facilitare l’espressione e l’osservazione di ciò che emerge.
Non è una performance teatrale
Non sono richieste competenze di recitazione. L’attenzione non è rivolta al risultato scenico, ma all’esperienza della persona e del gruppo, con gradualità e nel rispetto dei limiti di ciascuno.

Il counseling, il filo che unisce il percorso
Non sempre si parte da parole precise: può esserci una sensazione, un passaggio che disorienta, qualcosa che si fa sentire nel corpo, nelle emozioni o nelle relazioni. Il counseling offre uno spazio per riconoscere ciò che accade, dargli forma e orientarsi con maggiore consapevolezza, nel rispetto della propria misura.
Ascolto e relazione
La relazione si fonda su ascolto, accoglienza e rispetto della persona. Tempi, limiti e misura di ciascuno orientano il modo in cui il percorso prende forma.
Autoregolazione e autodeterminazione
Il percorso sostiene la capacità di riconoscere ciò che accade, regolare la propria risposta e scegliere con maggiore consapevolezza e autonomia.
Chiarezza professionale
Finalità, modalità e confini del percorso vengono condivisi fin dall’inizio. Riservatezza, consenso informato e responsabilità professionale ne definiscono la cornice.
Ogni percorso trova la sua forma
Non esiste una sequenza prestabilita di strumenti. Corpo, parola, forme espressive, gruppo e creatività possono entrare nel percorso in modi diversi, a seconda di ciò che emerge e della cornice in cui ci incontriamo.
Nell’individuale può avere maggiore spazio la parola; nel gruppo può intrecciarsi con movimento, voce, gesto, gioco e altre forme espressive. Il filo comune resta l’ascolto dell’esperienza e delle risorse che possono prendere forma.
La cura della pratica professionale
La qualità del percorso passa anche dall’attenzione che dedichiamo alla nostra pratica professionale: formazione continua, supervisione, riservatezza e riferimento ai principi deontologici del counseling.
Formazione e aggiornamento
Manteniamo aggiornate le nostre competenze attraverso formazione continua e approfondimento professionale, integrando nel tempo nuove conoscenze e strumenti.
Supervisione
Ci confrontiamo regolarmente, individualmente e in gruppo, con psicoterapeuti supervisori. La supervisione sostiene consapevolezza, qualità e responsabilità nella conduzione dei percorsi.
Etica e riservatezza
Operiamo nel rispetto dei principi deontologici del counseling, della riservatezza, dell’autonomia della persona e dei confini della relazione professionale.
Cosa possiamo fare insieme
Ogni percorso parte da ciò che stai vivendo e da ciò che stai cercando. Possiamo confrontarci per capire quale forma può essere più adatta: un percorso individuale, un’esperienza di gruppo o una proposta che integri corpo, espressione e relazione.
Il primo confronto è libero e serve soprattutto a conoscerci, chiarire le domande e capire da dove può avere senso partire.
Email: info@liberemozioni.it
